Basket CSI al primo giro di boa

Tracciamo un bilancio di metà stagione per la neo-nata formazione in DR3, con l'aiuto di coach Alberti

Mentre a Milano, Cortina e negli altri gioielli delle nostre splendide Dolomiti si celebra lo Sport al massimo livello e si espongono in vetrina i sogni di tanti ragazzi idealmente rappresentati da un gruppo ristrettissimo di loro coetanei, è nei campionati minors delle nostre palestre e palestrine che quello stesso spirito trova sublimazione in tanti di loro.
A Imola il sogno di provare quelle stesse emozioni che solo lo sport può regalare in tutte le sue declinazioni è rappresentato da un gruppo di ragazzi con la passione del basket, “l’unico sport che tende al cielo” (cit. Bill Russel leggenda NBA), che condividono sudore e fatica, gioie e sconfitte, sviluppando valori come spirito di squadra, rispetto, passione, lavoro come metodo per raggiungere obiettivi e miglioramento.

E il gruppo forse inizialmente scalcagnato e dubbioso nei primi mesi dell’avventura iniziata a settembre ha iniziato a diventare una squadra nel senso più ampio del termine, tanto che al giro di boa del campionato è già tempo di un primo resoconto e di un bilancio sui risultati ottenuti.
Da un punto di vista strettamente sportivo ci troviamo nel girone Imolese-Ravennate del campionato FIP di Divisione Regionale 3, in cui si cimentano 7 squadre appartenenti al territorio compreso nella Diocesi di Imola: Robur Lugo, Basket Castel Bolognese e le 5 sorelle Imolesi Tatanka, Basket 95, Playground Volta, Grifo Teenagers e CSI (appoggiato dallo sponsor TPS), giovane squadra composta da diciannovenni con solo due “veterani” di un anno più grandi, all’esordio nel campionato, avendo giocato negli anni scorsi solo in campionati giovanili con le varie società imolesi.

Il girone si è rilevato particolarmente stimolante e affascinante: convivono squadre poco più che giovanili, come i nostri, accanto a giocatori ben più navigati tra cui diversi che hanno già calcato parquet più prestigiosi; si applicano strategie di gioco totalmente diverse, da chi cerca di comandare il gioco con pressing asfissiante dal primo all’ultimo minuto accanto a coloro che preferiscono gestire e con pazienza approfittare degli errori degli avversari per giocarsi le proprie carte; nessuna traccia però della mitologica “zona della nonna” per 40 minuti che tanto pagava in tempi andati che testimonia una evoluzione del gioco che ha sviluppato una diversa mentalità anche a questi livelli.

Le difficoltà del precampionato, con allenamenti nella storica palestra di Santo Spirito, “piccolo oratorio” di tante generazioni di cestisti imolesi ma al giorno d’oggi limitante per le dimensioni e l’altezza, la ricerca di uno staff tecnico di livello, concretizzatosi solo all’inizio della prima palla a due con l’arrivo di coach Gian Luca Alberti, non hanno impedito ai ragazzi di mostrarsi battaglieri sin dalle prime battute: non ingannino, seppur tra alti e bassi, i soli 2 punti conquistati nelle prime 5 partite dove è sempre mancato il “soldo per fare la lira”, avendo perso tutte le partite nell’ultimo minuto e oltre avendo la palla della vittoria, non fortunata, in 3 occasioni.

La svolta c’è stata alla vigilia di Natale con la prima vittoria tra le mura amiche con il coriaceo Castel Bolognese, che ha sfatato la “maledizione dell’ultimo minuto”; dopo la pausa un sudato “foglio rosa” arriva nel derby con il Basket 95 in trasferta; una squadra rodata che imbriglia gli avversari con difesa arcigna e gioco controllato; risultato pieno ottenuto con una seconda parte di gara magistrale.

A soli due giorni di distanza il recupero a Russi è ancora vittorioso e ancora maturato nel finale, facendo impennare l’indice della fiducia, perché ottenuto con squadre molto diverse tra loro; alla sequenza di vittorie si è aggiunta quella contro i “cugini maggiori” della Grifo Teenagers (formata lo scorso anno con presupposti simili ai nostri) nella prova più autoritaria dell’anno.
La prova di maturità si è presentata al palazzetto di Fusignano, dove i padroni di casa erano fino a quel momento imbattuti con scarti mirabolanti; il copione sembrava ripetersi, ma i giovani imolese, che a più riprese sono stati colpiti dal pressing estremo, con pazienza sono rimasti in partita per poi rimanere lucidi nel finale ed ottenere la vittoria, la più esaltante sinora, con 85 punti realizzati, record stagionale.
Nell’ultima partita del girone di andata, al termine di una 5 giorni particolarmente tosta, gli amici del Tatanka hanno posto fine alla striscia vincente, dopo una partita dura ma bella, in cui è mancato il colpo di reni finale.

Il bilancio parziale è estremamente positivo: da un punto di vista tecnico il gioco in attacco è brillantemente cresciuto nel tempo, condito dalla crescita dei singoli, unito ad una difesa aggressiva ed efficace nei momenti decisivi, e ci sono molti margini di miglioramento ancora da esplorare per la crescita di questa squadra.
La vittoria più bella è però il clima che si è instaurato tra i ragazzi, nei momenti più belli come nelle difficoltà: chi gioca meno minuti è sempre pronto a incitare i compagni e a rendersi utile e partecipe in ogni momento; uniti nel crescere e alimentare amicizie, tanto che altri ragazzi si sono aggiunti agli allenamenti nel corso del tempo, facendo sì che la partecipazione aumentasse invece che diminuire come solitamente avviene in questi casi.
Una rete di amicizie, con al centro una squadra di questo meraviglioso sport, partecipata anche dagli spettatori che spesso superano il centinaio nelle partite casalinghe; numeri certamente inconsueti per queste categorie e che ancora di più spinge a dare il massimo e a fare bene.

Michele Pasotti

La voce del coach

Luca Alberti, esperto conduttore di mille battaglie è ritornato al basket dopo alcuni anni di pausa per il lavoro; è salito sul treno a inizio corsa,

Cosa ti ha convinto ad iniziare questa avventura?
Il progetto legato ai giovani, la serietà e la fiducia in chi ha fatto i salti mortali per vederlo realizzato e la passione per la pallacanestro.

Come hai trovato i ragazzi?
Molto bene! Un bel gruppo che fa dell’amicizia il vero collante per affrontare qualsiasi difficoltà.

Quali le cose positive e quelle negative di questo inizio?
Di negativo direi niente, certamente essere partiti un po’ in ritardo rispetto alle altre squadre ci ha creato e tuttora ci crea qualche difficoltà ma lo sapevamo e la voglia di recuperare tempo ci ha dato ancora più voglia di lavorare! Poi sicuramente le sconfitte iniziali sono state dure da digerire soprattutto per come sono maturate, ma la voglia dei ragazzi e il supporto della società nella figura del nostro Presidente sono state di grande aiuto. Ecco cosa ho trovato di positivo.

Che obbiettivi vi ponete nella seconda parte del campionato?
Dal punto di vista dei risultati sarebbe meraviglioso ripetere il cammino del girone di andata. Sappiamo che sarà difficile ma allo stesso tempo crediamo nei ragazzi e continuiamo a lavorare, ma rimane come primo obbiettivo la crescita dei ragazzi sia sul lato sportivo che umano.
Il progetto è partito proprio per creare una realtà sana che dia ai giovani la possibilità di diventare grandi attraverso lo sport.

Un commento finale ed un auspicio per te e per la squadra
Più che un commento vorrei esprimere un ringraziamento a tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di vivere questa esperienza; l’auspicio è quello di continuare a vedere i ragazzi sereni e contenti di venire in palestra fino alla fine del campionato, poi, come diceva Catalano “è meglio vincere che perdere!”

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